Costellazioni Spirituali Alchemiche

Decimo modulo della formazione in Costellazioni alchemiche®

19-20 settembre 2026

Nel decimo modulo delle Costellazioni alchemiche ® sabato 19 settembre affronteremo il tema delle costellazioni spirituali, uno degli ultimi lasciti di Bert Hellinger.

Affidarsi al movimento profondo dell’anima

Le Costellazioni Spirituali Alchemiche nascono dall’incontro tra il lavoro sistemico, la visione alchemica della trasformazione e la dimensione spirituale dell’esperienza umana.

Nel percorso delle Costellazioni Alchemiche, il processo di trasformazione viene letto simbolicamente attraverso le tre fasi dell’alchimia: Nigredo, Albedo e Rubedo.

La Nigredo ci porta a riconoscere ciò che crea sofferenza, blocco o disarmonia nella nostra vita.
L’Albedo apre alla possibilità di incontrare noi stessi con maggiore accoglienza, compassione e ascolto intuitivo.
La Rubedo rappresenta il momento in cui ciò che abbiamo compreso e trasformato può diventare vita concreta, scelta, direzione e realizzazione.

Le Costellazioni Spirituali introducono un ulteriore passaggio: affidarsi al movimento che emerge dal campo, senza volerlo dirigere verso una soluzione già immaginata.

Un movimento che non viene forzato

Nelle Costellazioni Spirituali il conduttore interviene il meno possibile.

Non cerca di condurre la persona verso un esito prestabilito, ma osserva ciò che accade nel campo: uno sguardo, una distanza, un movimento del corpo, un avvicinamento o un allontanamento.

Si lascia spazio a ciò che emerge spontaneamente, rispettandone il tempo e la direzione.

Il conduttore diventa quindi soprattutto un facilitatore del processo, presente e attento, ma disponibile a non sapere in anticipo dove il movimento porterà.

Questo permette alla costellazione di svilupparsi in una dimensione più ampia, nella quale corpo, anima e campo possono trovare una nuova possibilità di armonia.

Corpo, anima e spirito

La persona viene considerata nella sua totalità.

Il corpo ci permette di fare esperienza nel mondo.
L’anima ci mette in relazione con i nostri vissuti, con la nostra storia, con la famiglia e con ciò a cui apparteniamo.
La dimensione dello spirito apre invece a qualcosa di più grande, che supera l’esperienza individuale e invita ad ampliare lo sguardo.

In questa prospettiva, il lavoro non riguarda soltanto la ricerca della causa di un problema, ma la possibilità di riconoscere quale movimento profondo sta cercando di manifestarsi nella nostra vita.

Dalla soluzione all’armonia

Una Costellazione Spirituale non cerca necessariamente una “soluzione” nel senso abituale del termine.

L’obiettivo è piuttosto lasciare emergere un movimento capace di riportare maggiore ordine, connessione e armonia.

A volte questo significa riconoscere un legame.
Altre volte accogliere qualcuno o qualcosa che era stato escluso.
Altre ancora modificare una posizione interiore, restituire un peso, riconoscere un’appartenenza o aprirsi a una nuova possibilità.

Il processo viene accompagnato senza forzature, rispettando le resistenze e lasciando alla persona la libertà di sentire e scegliere.

Le Costellazioni Spirituali Alchemiche

Nell’approccio delle Costellazioni Alchemiche, la persona che porta il proprio tema entra direttamente nel campo.

Nelle Costellazioni Spirituali Alchemiche può essere introdotta anche la rappresentazione della propria Anima, lasciando che siano i movimenti tra la persona, l’Anima e gli eventuali altri elementi presenti a indicare una possibile direzione.

Il lavoro diventa così un’esperienza di ascolto profondo, nella quale non si tratta di “fare accadere qualcosa”, ma di creare le condizioni perché ciò che ha bisogno di mostrarsi possa emergere.

Il tempo, l’attesa e l’osservazione diventano parte essenziale del processo.

Un percorso di consapevolezza e libertà

Le Costellazioni Spirituali Alchemiche non chiedono di aderire a una particolare visione religiosa.

La spiritualità viene intesa come possibilità di percepire la propria esperienza all’interno di una dimensione più ampia, capace di includere il senso di appartenenza, di connessione e di interdipendenza.

Il lavoro mantiene un principio fondamentale della relazione d’aiuto: accompagnare la persona ad aiutarsi, a contattare maggiormente se stessa, la propria coscienza e la propria libertà di scelta.

È un lavoro che invita a sentire prima di comprendere, a osservare prima di intervenire e, soprattutto, a lasciare spazio a ciò che può emergere quando smettiamo per un momento di voler controllare la direzione.

sabato 19 settembre: formazione

domenica 20 settembre: costellazioni aperte a tutti

per iscrizioni: ildelfinoblu2006@gmail.com